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mercoledì 31 luglio 2019

Netflix. Luglio, nostalgia d'ambientazione e un po' di splatter

Miei cari Netflix-dipendenti, anche questo mese ho poco da raccontare sul versante serie tv. Complice il bel tempo, mi sono dedicata a tutt'altro che leggere e guardare Netflix. Ma è stato un mese di tuffi nel passato, di ambientazioni nostalgiche e temi delicati.

Willy, il Principe di Bel-Air - 6 stagioni
Se, come me, non siete più tanto giovani e il pomeriggio dopo scuola vi piazzavate immancabilmente davanti a Italia1, non potete non ricordare Will Smith alle prime armi in questa pazzesca sit-com, che Netflix ha deciso di rimettere in circolazione. Cosa ho notato rispetto al ricordo che ne avevo? Il delicato tema del razzismo, le allusioni neanche troppo velate alla lotta di classe, il senso del dovere, l'integrità della famiglia. Resta inattaccabile l'evidente abilità comica del protagonista, ovviamente. 


Stranger things - 3 stagioni, in corso
Omaggio al cinema di fantascienza degli anni '80, questa serie tv racchiude tutto il meglio che il filone fantascientifico ha da offrire a chi ricorda con nostalgia quelle estati, da ragazzini, quando si giocava in soffitta o nelle case abbandonate e i mostri erano sempre dietro l'angolo. La terza stagione l'ho guardata in poco più di una giornata, e ha riconfermato la bravura degli sceneggiatori. Cast superbo, ambientazione eccellente, trama senza passi falsi. Ora c'è solo da attendere il seguito.


FILM

Girl, Interrupted
Adattamento cinematografico del diario di Susanna Kaysen "La ragazza interrotta", questo film del 1999 racconta il senso di alienazione di alcune donne rinchiuse in una clinica psichiatrica. Siamo nel 1967, Susanna ha tentato il suicidio ingoiando pillole con della vodka, e le è stato diagnosticato un disturbo borderline della personalità. Nell'istituto di salute mentale, molte donne come lei, tacciate di "pazzia", fanno i conti con il modo in cui la società decreta unilateralmente cosa è accettabile, cosa è normale e cosa non lo è. Un film emozionante e coinvolgente che evidenzia il confine molto labile tra follia e normalità, dove la normalità è spesso solo ipocrisia e la follia è spesso solo desiderio di sentirsi amati.


Il gioco di Gerald
Tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, questo thriller riadattato in chiave più moderna rispetto al libro del 1992 gioca molto sulle proiezioni mentali. Jessie e Gerald decidono di cimentarsi in un gioco erotico per ravvivare un rapporto stanco e dettato dalla routine: seppure di malavoglia, Jessie si lascia ammanettare al letto ma appena prima di consumare il rapporto, Gerald viene colto da un infarto e si riversa a terra ai piedi del letto. Qui inizia il calvario di Jessie, che tenta di mantenere la lucidità per avere la meglio sul lento logorio del corpo, cercando il modo di liberarsi dalle manette prima di morire di fame e sete. I ricordi e le allucinazioni si sovrappongono ai pericoli reali (un cane randagio attirato dall'odore del cadavere di Gerald e un assassino che si aggira indisturbato nelle vicinanze), in un macabro gioco mentale. La salvezza di Jessie risiede solo nella sua capacità di guardare in faccia i demoni del passato.


The perfection
Un thriller/horror decisamente splatter, e anche piuttosto disturbante, che mette al centro di tutto un estremizzato desiderio di vendetta e di riscatto, e una bizzarra concezione di solidarietà femminile. Charlotte, ex violoncellista di successo, alla morte della madre decide di riallacciare i rapporti con Anton e Theis, proprietari e direttori della esclusiva scuola di musica in cui è cresciuta e maturata. Ma la coppia ora è tutta presa dalla nuova enfant prodige, Lizzie. La reazione di Charlotte è lenta ma poi si svela in tutta la sua complessità. Non è invidia, nemmeno cattiveria ingiustificata: si nutre di anni di abusi fisici e mentali. Il primo atto di questo film è a dir poco raccapricciante, ma non è nulla in confronto al secondo atto, con colpi di scena, ribaltamenti di situazioni e rewind che accendono la curiosità e disgustano, toccando corde molto profonde che ai più sensibili faranno ribrezzo. Colonna sonora ansiogena, scene tanto violente da disorientare, ma con una loro certa cruda bellezza. Da vedere, ma solo per chi ha lo stomaco forte.


domenica 14 luglio 2019

Netflix. Giugno, l'America delude, vince la produzione europea.

Buonasera miei cari appassionati di serie tv. Anche oggi, come sempre in questo periodo dell'anno, mi ritrovo a rincorrere il tempo cercando di recuperare il lavoro arretrato e di fare comunque ciò che è umanamente impossibile. Vi parlo brevemente delle (poche) serie tv che sono riuscita a guardare nel mese di giugno. 

Girlboss - 1 stagione
Basata sull'autobiografia di Sophia Amoruso, creatrice dell'e-commerce di abiti vintage Nasty Gal, questa serie tv vede protagonista una cafonissima teenager che non tollera di lavorare come dipendente e crea il suo impero online, credendo che essere imprenditrice e capo di se stessi sia il lavoro migliore del mondo. Ah, quanto ti sbagli, cara ragazza. Ho iniziato a guardare questa serie per distrarre la mente con qualcosa di leggero e poco impegnativo. Cosa che in effetti è, e non mi sono meravigliata che Netflix non l'abbia rinnovata per una seconda stagione. 

Jessica Jones - 3 stagioni
Con la terza stagione di Jessica Jones si è conclusa la collaborazione tra Netflix e Marvel, e non me ne rammaricherò mai abbastanza. Al danno si aggiunge la beffa qui: troppe sottotrame intessute sui personaggi secondari, che portano poco valore al complesso della storia. Avrei preferito che la regia si fosse concentrata di più sul rapporto di odio-amore tra Jessica e Trish, che avesse approfondito il background del cattivo della stagione, e che avesse approfondito anche il modo in cui Jessica vive ora la sua posizione da eroina agli occhi degli americani. Ne è risultata, invece, una stagione con poca azione e troppa introspezione nei personaggi minori. Un peccato, davvero. 

Black spot - 2 stagioni, in sospeso
Francia, la cittadina di Villefranche, sperduta tra le foreste e le montagne, detiene il primato: ha il tasso di omicidi sei volte superiore alla media nazionale. E, infatti, in ogni episodio c'è un cadavere. Ma chi c'è davvero dietro? La superstizione incombe, le risposte si cercano nelle credenze popolari e negli antichi miti celtici, perfino tra gli illuminati membri della Gendarmeria. Un po' thriller, un po' noir, un po' mistery, questa serie tv non si presta al binge watching per via della lentezza dell'evolversi del filone principale. Eppure mi sono goduta tutti gli episodi, con questa natura incontaminata che la fa da padrone, e questi personaggi realistici e mai banalizzati, che devono fare i conti con qualcosa di infinitamente più grande e potente di loro.


FILM - IL GUARDIANO INVISIBILE

Sempre sulla scia della serie tv Black Spot, vi segnalo questo film thriller spagnolo, basato sull'omonimo romanzo di Dolores Redondo. 
Sulla riva di un fiume viene ritrovato il cadavere di una ragazza, nuda, con le braccia aperte, i capelli pettinati e un dolce locale sul pube. Amaia, addestrata all'FBI e chiamata a occuparsi del caso, ricollega immediatamente il caso ad altri omicidi avvenuti nella regione. Tornata nel suo paesino d'origine, deve però fare i conti anche con il legame tormentato che ha con la sorella e con i ricordi dolorosi di un'infanzia segnata dal fanatismo religioso della madre. A fare da contorno, la radicata superstizione locale secondo cui ci sarebbe una creatura leggendaria che vive nei boschi e che protegge la natura e i suoi abitanti. L'aspetto prettamente poliziesco del film è senza infamia e senza lode, ma ho apprezzato molto la tensione e l'atmosfera, soprattutto considerando il fatto che sono nata e cresciuta in una città dove credenze e superstizioni simili erano, e sono tuttora, parte integrante della vita di tutti i giorni, e a qualunque livello sociale. 


Netflix. Maggio con le migliori serie tv ispirate a romanzi, e altre novità.

Miei cari appassionati di serie tv, negli ultimi due mesi mi sono un po' persa tra mille altri progetti, e, come al solito, arrivo in super-ritardo a parlarvi delle serie tv che mi hanno fatto compagnia nel mese di maggio.
Si tratta per lo più di prime stagioni, alcune delle quali avranno sicuramente un seguito, mentre altre sono ancora nel limbo del "ma la seconda stagione c'è o non c'è?".
Devo dire che sono tutte, eccetto una, piuttosto promettenti, quindi attendo trepidamente il seguito.
Il mese di maggio mi ha riservato anche la piacevole compagnia di personaggi "mostruosi" eccezionalmente affascinanti, e sono ansiosamente in attesa di conoscere gli sviluppi delle loro storie. 

Lucifer - 4 stagioni, in corso
Scordatevi quel Signore delle Tenebre versione caprone, qui il Diavolo è HOT AS HELL.
Stanco del suo lavoro negli inferi, Lucifer Morningstar decide di prendersi una vacanza e di stabilirsi a Los Angeles (l'ironia si spreca qui). Peccato che nessuno lo prenda sul serio, a meno che lui non mostri il suo vero volto, e quindi la contrapposizione tra quel che dice di essere e la "umanità" che dimostra con le azioni, rendono il tutto piuttosto comico. Perché guardare Lucifer? Intanto, per il protagonista: sexy, sagace, pieno di humour ma con momenti drammatici di grande spicco. Poi per la storia biblica da un diverso punto di vista. E in ultimo, ma non ultimo, perché è una commistione perfetta tra crime story, family drama, satira e fantasy.

The Frankenstein Chronicles - 2 stagioni, in sospeso
Se, come me, avete amato le atmosfere cupe di Penny Dreadful, non potrete non apprezzare questa serie, liberamente ispirata al romanzo della Shelley. Nell'800 londinese, il macabro ritrovamento sulle sponde del Tamigi di un cadavere composto da parti del corpo di diversi bambini, mette in allerta l'ispettore John Marlott.
Le indagini lo porteranno a conoscere la scrittrice Mary Shelley e a svelare la raccapricciante verità ispirata al celebre romanzo. Una rivisitazione, questa, di temi ancora attuali, come l'impotenza dell'uomo di fronte alla morte, l'anelito all'immortalità e la contrapposizione tra l'intima spiritualità di una morte decorosa e l'inarrestabilità del progresso scientifico.

The Society - 1 stagione, in corso
Ispirato a "Il signore delle mosche" di Golding, in questa serie tv gli adolescenti di una cittadina americana, in seguito a un misterioso evento, si ritrovano da soli, senza adulti, a doversi autogovernare. Un'interessante riflessione sociologica su come la Generazione X reagirebbe di fronte a un disastro di simile portata. Inevitabile il crearsi di fazioni opposte, il socialismo da una parte e l'individualismo dei borghesi dall'altro, con in mezzo un vago spiritualismo. Inevitabili i giochi di potere, l'incertezza su come essere autosufficienti sul lungo periodo, con personaggi che maturano dall'oggi al domani e altri che restano subdoli approfittatori. Poco spazio è dato al motivo che ha scatenato la loro prigionia nella cittadina, completamente chiusa da un fitto bosco, ma vale la pena seguire le dinamiche sociali che si sviluppano all'interno dell'eterogeneo gruppo di liceali, almeno è un punto di vista diverso rispetto a Lost o Under the dome. 

The sinner - 1 stagione, in corso
La prima stagione autoconclusiva di questa serie tv è ispirata all'omonimo romanzo della scrittrice tedesca Petra Hammesfahr. Cora Tannetti, giovane moglie e madre, durante una gita al mare, colta da un raptus, accoltella davanti a tutti in pieno giorno un giovane estraneo. Ma il detective Ambrose, incaricato delle indagini, non è soddisfatto dalla diagnosi di follia improvvisa e inizia a scavare a fondo nel passato della donna. Assistiamo quindi, nel corso degli otto episodi, alla ricostruzione dell'infanzia e della gioventù di Cora, una gioventù segnata dall'estremismo religioso, dalla repressione, dalla vergogna e dal senso di colpa. Chi è veramente Cora? Cosa è successo in quel casolare che la sua mente si rifiuta di riportare a galla? Quale trauma represso può tagliare quella linea sottile tra la normalità e la follia? Il cast è fenomenale, in particolare spicca Jessica Biel, finalmente uscita dalla crisalide in cui l'aveva intrappolata il personaggio di Mary in Settimo Cielo; la struttura narrativa rompe gli schemi a cui ci hanno abituati i soliti thriller, e la lentezza dell'evolversi della storia attraverso i flashback dà spessore alla trama. Sono curiosa di scoprire cosa succederà nella seconda stagione, che in realtà prende le distanze dal romanzo per raccontare una storia del tutto nuova.

Dead to me - 1 stagione, in corso
Jen, a cui da poco è morto il marito investito da un pirata della strada, in bilico tra i figli adolescenti, la carriera professionale e una suocera con cui ha rapporti poco amichevoli, incontra Judy al gruppo di sostegno per affrontare il lutto. Tra le due si crea immediatamente quel legame che unisce le donne quando affrontano un periodo di crisi, fatto di telefonate notturne per tenersi compagnia e bottiglie di vino da condividere a bordo piscina. Purtroppo, però, Jen non sa che Judy nasconde parecchi segreti che hanno a che fare direttamente con lei e la sua famiglia. L'atmosfera creata in questa serie tv è una efficace via di mezzo tra il mistery, il comico e il drammatico. Un modo insolito di indagare le dinamiche dell'amicizia al femminile, fatta di debolezze, incomprensioni, rabbia, eccessi, empatia, sostegno. Il cliffhanger con cui si conclude la prima stagione lascia ben sperare anche sul proseguimento.

What/If- 1 stagione, in sospeso
Lisa e Sean sono una coppia di giovani sposi. Lui si barcamena tra due lavori: paramedico di giorno e barista in un hotel di notte. Lei ha avviato una startup nel settore biomedicale, ma se non troverà investitori, nel giro di due mesi dovrà chiudere bottega. Non potrebbe esserci momento migliore: nelle loro vite entra Anne Montgomery, ricca e affascinante, spietata leader di un impero capitalista, autrice del libro di auto-aiuto "A ogni costo". Anne propone alla giovane coppia una proposta indecente: finanzierà la startup di Lisa con una somma irrinunciabile, se in cambio potrà passare una notte con Sean. Ma la proposta indecente non è esattamente la stessa di Robert Redford a Demi Moore. Anne Montgomery ha un passato torbido e pieno di segreti, e un motivo insospettabile per interessarsi in maniera così morbosa alle sorti di Sean, di Lisa e della startup emergente. La stagione è autoconclusiva, con un finale coerente. Si vocifera che What If diventerà un antologia, con il cast riconfermato ma una nuova storia da raccontare e io sono curiosissima. Menzione d'onore a Renée Zellwegger, che ha abbandonato i panni della pasticciona Bridget Jones, e sta diventando un'affascinante donna di mezza età.

Alto mare - 1 stagione, in corso
Non so dirvi cosa mi aspettassi esattamente da questa serie tv quando l'ho iniziata dopo aver visto il trailer. Un trailer costruito ad arte e che sembrava molto promettente: anni 40, una nave salpa dalla Spagna diretta a Rio de Janeiro, sin da subito iniziano a succedersi degli strani omicidi, tutti sono sospettati, il colpevole non è uno solo, segreti di famiglia da dissotterrare e due sorelle ostinate a risolvere il mistero. Ricca del tipico melodramma da soap opera spagnola, questa serie tv è leggera e frivola, si lascia guardare ma senza pretese, un diversivo per non impegnare troppo la mente.


domenica 19 maggio 2019

Netflix. Aprile di grande entusiasmo tra serie cancellate e novità da non perdere.

Cari Netflix-addicted, per fortuna aprile si è rivelato un mese interessante, soprattutto dopo un marzo carico di delusioni sotto ogni punto di vista.
Si è chiuso, con mio grande rammarico, il cerchio di Z Nation, una serie tv che ho seguito appassionatamente negli anni, ma in fin dei conti credo sia una scelta azzeccata per evitare che si trasformasse in una storia potenzialmente infinita (e di una noia mortale) come TWD.
Ma è stato anche un mese di piacevoli scoperte nel catalogo delle novità di Netflix.



                                                                              
Z Nation - 5 stagioni da 13/15 episodi
La stagione che chiude la serie è coerente con gli elementi un po' trash e tanto splatter che la contraddistinguono. Lontana dagli stereotipi postapocalittici a cui ci hanno abituato serie molto più famose, piena di personaggi indimenticabili e con una trama molto creativa, in cui i momenti drammatici e ad alta suspense sono astutamente intervallati da scene ai limiti della comicità. Mi è dispiaciuto dire addio a Murphy, Warren, Doc, Addy e 10mila, ma la conclusione è degna quanto tutto il resto del pacchetto.

                                                                         
Le terrificanti avventure di Sabrina - 1 stagione da 22 episodi divisa in due parti, in corso
Dimenticatevi della dolce Sabrina Vita da strega della fine degli anni 90. Entrambe si ispirano al personaggio degli Archie Comics, ma i risvolti qui sono decisamente horror. La sedicenne Sabrina, metà strega metà umana, deve decidere se votare la propria anima e la propria vita al Signore Oscuro. Non è una scelta facile, dovrebbe rinunciare alle persone che fanno parte della metà "umana" della sua vita, e Satana non scende a compromessi. La trama è accattivante, i personaggi pure, insomma nel calderone ci sono tutti gli ingredienti per una serie tv ricca e gustosa.


Pretty Little Liars - 7 stagioni da 20/25 episodi
Non sono esattamente una fanatica dei teen drama, eppure questa serie tv mi ha tenuta incollata senza riposo per quasi due mesi. Perché?? Me lo sono chiesta spesso, nel corso di alcune puntate in cui gli avvenimenti rasentano il surreale, con presunti morti che ricompaiono, imprevedibili legami di parentela, gemelle di cui non si sapeva nulla che sbucano all'improvviso, disturbi mentali genetici o contagiosi, giochetti ed enigmi maldestramente risolti, ma soprattutto mi chiedo perché 5 adolescenti terrorizzate da un anonimo malato di mente non si rivolgono alla polizia?? Non esiste risposta, posso solo dirvi che la trama è costruita ad arte per far desiderare di sapere a tutti i costi come evolverà la faccenda. Anche quando è surreale.


Ci mancava solo Nick - 1 stagione da 10 episodi, in corso
La giovane Nick si presenta a casa dei Thompson affermando di essere stata appena affidata a loro, in quanto parenti più prossimi, dopo la tragica morte dei suoi genitori. Niente di più lontano dal vero, visto che Nick è solo una piccola truffatrice...
Non vi aspettate granché da questa sit-com, né per quanto riguarda la trama né per la capacità di recitazione dei protagonisti. Ma va bene per farsi due risate la domenica pomeriggio mentre fuori piove. Godibile, comica, ma superficiale. Non regge il confronto con altri titoli come, ad esempio, New Girl.


Touch - 2 stagioni da 13 episodi
La trama di questa serie tv mi ammiccava da qualche settimana. Io, quella fissata con le sequenze di numeri e con una passione morbosa per i bambini prodigio, mi sono lasciata incantare dai presupposti. Però questa serie, partita con uno sviluppo intrigante a metà strada da un Butterfly Effect e un Final Destination, ha iniziato a tendere nel corso della seconda stagione a un misticismo un po' eccessivo. Un vero peccato, perché c'erano tutti gli elementi per farne un discreto successo.


 Il nome della rosa - miniserie da 8 episodi
Mi sono approcciata a questa miniserie con un po' di scetticismo, con la paura di vedere una trama complessa come quella del romanzo riadattata in maniera superficiale. Ho dovuto ricredermi. Il personaggio di Guglielmo da Baskerville è riprodotto fedelmente: affascinante, colto, con uno spiccato sesto senso nel riannodare i fili logici che lo condurranno a svelare l'intrigo che c'è dietro ai brutali omicidi del convento. Anche i personaggi di contorno sono ben sviluppati, ma la vera chicca è che, rispetto al film del 1986, si dà molto più risalto alla cornice storica, con particolare riferimento al movimento eretico dei dolciniani. L'ambientazione è fedele al romanzo, come anche l'atmosfera di suspense e di mistero. Non me l'aspettavo ma si tratta davvero di una delle novità di Netflix assolutamente da non perdere.




sabato 20 aprile 2019

Netflix. Marzo deludente a base di thriller e fantasy

Buongiorno lettori, arrivo un (bel) po' in ritardo, ma vi parlo delle deludenti serie tv che ho seguito a marzo su Netflix. E' stato davvero un mese di scelte pessime in generale, purtroppo, sia per quanto riguarda serie fantasy che per cosiddetti "thriller". 




Dirty John - 1 stagione da 8 episodi
Mescolate insieme due piaghe del nostro secolo: i siti di incontri dove ogni malintenzionato può sembrare una brava persona, e la violenza contro le donne, e otterrete una storia cruda che colpisce nel segno. Peccato che, nonostante i migliori presupposti, questa serie, ispirata al podcast di Christopher Goffard a sua volta tratto da una storia vera, diventa, puntata dopo puntata, un po' troppo stucchevole, con quell'aria patinata di glamour che toglie la suspense e fa sembrare i personaggi una caricatura della reale catastrofe che, invece, dovrebbe rappresentare. 



Guilt - 1 stagione da 10 episodi
Liberamente ispirata al caso di Amanda Knox, tanto da renderla un cliché. Grace si sveglia dopo una folle notte di bagordi e trova la sua coinquilina brutalmente uccisa. Grace ha dei segreti, così come tutti gli altri personaggi, ma la sceneggiatura pecca di arroganza, col risultato che i 10 episodi ne risultano fin troppo densi di segreti e colpi di scena, affollati di personaggi, indizi, svolte, riducendo un buon potenziale a un melting pot di troppo di tutto, che alla lunga stanca e non soddisfa per niente.



The Order - 1 stagione da 10 episodi, in corso
Non ne avete già avuto abbastanza di storie che ruotano attorno all'eterna lotta tra streghe e licantropi? Beh, in ogni caso, passate oltre. Oltre ad avere una trama trita e ritrita, che non ha niente da aggiungere ad altre serie decisamente migliori, questa è mediocre, scade nella banalità già dopo la prima puntata. I personaggi sono scialbi, i dialoghi insulsi, gli effetti speciali degni del secolo scorso, l'atmosfera per niente cupa. Ripeto, passate oltre. 




The O.A. - 2 stagioni da 8 episodi, in corso
Prairie, rimasta cieca da bambina in seguito ad un incidente e poi adottata dopo la morte del padre, riappare sette anni dopo essere scomparsa: ha riacquistato la vista. Il mistero attorno alla circostanze tragiche della sua prigionia e del suo inaspettato dono si svela a poco a poco. Serie bizzarra, difficilmente inquadrabile in una sola categoria di genere, che può essere il suo punto di forza o la sua debolezza. Ci sono state puntate che mi hanno annoiato, e altre che mi hanno rincorso fin dentro i sogni. E' ambigua, imprevedibile, a volte ridicola, ma decisamente audace in quanto al contenuto. Potete amarla, o odiarla, ma è quasi certo che vi terrà incollati allo schermo.



La casa di carta - 1 stagione da 22 episodi divisa in due parti, in corso
Mi sono lasciata convincere da tutti quelli che mi dicevano "Guardala che è bellissima". Originale ci può stare, interessante per l'impatto sociologico si può azzardare, ma non venite a dirmi che è il capolavoro degli ultimi anni.
Mi sono sganasciata dalle risate per i risvolti da telenovela, e si, sono curiosa di vedere il seguito che uscirà a luglio, ma non particolarmente impaziente. 




Pretty Little Liars - 7 stagioni da 20/25 episodi
Non è esattamente il tipo di serie che amo guardare, e per adesso non mi sbilancio perché sono ancora alla quinta stagione.
Paradossi a parte, mi sta tenendo incollata perché la sceneggiatura è decisamente astuta piazzando ad arte i colpi di scena che ribaltano continuamente la situazione. Però prima di dare un parere definitivo, intendo guardarla tutta. 





giovedì 14 marzo 2019

Netflix. Febbraio, affari (il)legali e supereroi.

Buonasera lettori e Netflix addicted. Avrei voluto scrivere questo post l'ultimo giorno di febbraio o al massimo i primissimi giorni di marzo, ma alla fine ho preferito terminare la serie tv che avevo iniziato per averne un quadro più completo e potervene parlare. 
Come si evince dal titolo il mio febbraio su Netflix è stato popolato da serie tv che hanno come tema portante la linea di confine tra ciò che è legale e ciò che non lo è, che a noi comuni mortali può sembrare una linea rigorosa e decisa in base alla Costituzione e alle leggi sociali. In realtà per certi personaggi, che hanno fatto della legge il proprio mestiere, questa linea di confine è sottilissima, tanto più perché conoscono benissimo tutti i sotterfugi per aggirare la legge. Avrete intuito che i personaggi che ho seguito in questo mese nelle loro avventure sono perlopiù avvocati, ma sono invischiati anche politici, tutori dell'ordine e loschi e potenti imprenditori. 

How to get away with murder - 3 stagioni da 15 episodi, in corso. 
Cosa succede se una stimata avvocatessa che insegna Legge in una prestigiosa università si ritrova a dover coprire le tracce di un assassinio, i cui artefici sono proprio i suoi cinque più brillanti studenti scelti per assisterla nei casi giudiziari?
Lo scoprirete in questa serie mozzafiato che alterna continui flashback e flashforward a casi giudiziari sempre diversi, con un crescendo di suspense e un nemico diverso per ogni stagione. Da non perdere.


Better call Saul - 4 stagioni da 10 episodi, in corso.
Se avete amato Breaking bad, non potete non amare questo prequel incentrato sulla storia del personaggio di Saul Goodman, che parte da quando usava ancora il suo nome legale, James McGill, e cercava di affermarsi come avvocato. Una salita ripidissima per scalare il vertice gerarchico dei big di Albuquerque, utilizzando ogni escamotage possibile per volgere le leggi a suo favore e spesso e volentieri violandole per ottenere dei vantaggi. Da scompisciarsi dalle risate. 



Bloodline - 3 stagioni (1x13, 2x10, 3x10)
Quella dei Rayburn è una famiglia numerosa e compatta, stimata dalla società e che ha creato dal niente un impero turistico sulla costa della Florida. 
Peccato, però, che sotto la superficie nascondono tremendi segreti, che si sveleranno pian piano nel corso della storia. Omicidi, tradimenti, complotti, omertà e corruzione ne fanno una serie bella tosta. I personaggi sono ben costruiti, con tutte le loro debolezze e virtù. 
"We are not bad people. But we did a bad thing"


The Punisher - 2 stagioni da 13 episodi, cancellata.
Con la seconda stagione di Punisher e, a breve, anche la seconda stagione di Jessica Jones, Netflix chiude il circuito delle serie tv Marvel. Non avete idea di quanto ho bestemmiato riguardo a questa scelta, per me tuttora inspiegabile. Tra l'altro, proprio Frank Castle è stato uno dei protagonisti che ho amato di più, secondo solo a Daredevil. L'ex marine cazzutissimo, col suo codice etico, la sua voce ruvida e quel modo di scuotere tutto il busto mentre ragiona che mi fa sempre tanta tenerezza, ha una giovane e ingenua ragazza da proteggere contro un nuovo nemico, mentre il suo conto in sospeso con Billy Russo si chiude in maniera inaspettata.




SERIE TV CHE HO INTERROTTO

Grenseland.
Mi attirava l'idea di un giallo consistente ambientato nei paesi scandinavi, ma già dalle prime puntate perdevo il filo della storia. Nomi impronunciabili e difficili da ricordare, ritmo lento, insomma questa serie non era come me l'aspettavo e alla terza puntata ci ho mollato.






The Reign.
Esaltata dall'idea della prossima uscita al cinema di un film incentrato sulla figura di Maria Stuarda regina di Scozia, avevo pensato di guardare intanto una versione a puntate.
Non l'avessi mai fatto. Di storico questa serie non ha NIENTE, è solo un teen drama in costume. Se volete la Storia con la S maiuscola cercate da un'altra parte. Qui vedrete solo ragazze viziate e capricciose con pretese da regina sfilare in costume d'epoca. 

giovedì 31 gennaio 2019

Netflix. Gennaio a tinte noir


Buongiorno lettori, siamo arrivati già alla fine del primo mese del 2019, e ho deciso di inaugurare una nuova pagina del blog dedicata a cosa c'è di interessante su Netflix. 
Non pensate a me come a una critica cinematografica, per carità, mi limiterò a fare un resoconto di cosa ho guardato nel mese appena trascorso, cosa mi è piaciuto e cosa no, e perché. 

SERIE TV


Revenge - 4 stagioni (le prime 3 da 22 episodi, l'ultima da 23 episodi) 
Amanda Clarke, sotto la falsa identità di Emily Thorne, si trasferisce negli Hamptons, in cerca di vendetta sulle persone che hanno distrutto la sua famiglia. Suo padre, David Clarke, un ricco uomo d'affari con il quale ha passato la sua infanzia negli Hamptons, fu accusato, processato e condannato ingiustamente per aver partecipato a un'azione terroristica. Ad incastrarlo furono i Grayson, titolari della "Grayson Global", società della quale David faceva parte, in combutta con molti personaggi a loro vicini. La figlia Amanda invece venne divisa tra famiglie affidatarie e infine rinchiusa in un carcere minorile fino alla maturità. Uscita dal carcere venne accolta nella società da Nolan Ross, amico del padre, che le consegnò una scatola contenente i diari di David. Leggendoli Amanda scoprì la vera storia del padre e, dopo aver scambiato la sua identità con quella dell'amica Emily Thorne, intraprese il suo cammino di vendetta contro tutti i traditori del padre.

Mi sono trascinata questa serie dalle vacanze natalizie fino a gennaio e devo ammettere di averla iniziata con qualche reticenza, perché la trama di poche righe sulla piattaforma era piuttosto scarna. In realtà si è rivelata una serie appassionante, ricca di colpi di scena, certo con qualche cliché sulla bella vita degli Hamptons, ma i protagonisti sono resi umanamente veri, soprattutto Emily/Amanda, che sebbene super addestrata psicologicamente e fisicamente per attuare il suo piano di vendetta, rivelerà momenti di debolezza che me l'hanno fatta amare ancora di più. Qui non vi farete mancare niente: amore, sesso, affari, malavita, sparatorie, pirateria informatica, suicidi o presunti tali, bugie e mezze verità, tutto ruota attorno al fulcro della vendetta ben congegnata della protagonista. Una serie da non perdere. 



Vikings - 5 stagioni (la prima da 9 episodi, seconda e terza 10 episodi, quarta stagione da 20 episodi, quinta stagione per ora 10 episodi, ne saranno rilasciati altri 10 nel corso dell'anno)
La serie, ambientata nel IX secolo tra la Scandinavia e le isole britanniche, racconta in chiave romanzata l’arrivo dei Normanni in Europa, usando come pretesto narrativo le gesta del guerriero leggendario Ragnar Lothbrok. 

Ve ne parlo anche se tecnicamente a gennaio ho guardato la quinta stagione, ma questa serie merita, soprattutto se, come me, siete amanti delle serie a sfondo storico e "in costume d'epoca", con tanto di combattimenti, tradimenti e spargimenti di sangue. Tralasciando qualche incongruenza storica, resta un prodotto valido, i personaggi sono ben caratterizzati, avrete sempre qualcuno per cui fare il tifo e qualcuno da odiare. E poi, vogliamo parlare di quanto è bello il protagonista?? Appunto.


Una serie di sfortunati eventi - 3 stagioni (la prima da 8 episodi, la seconda da 10 episodi, la terza da 7 episodi). La serie è ispirata alla saga in 13 romanzi di Lemony Snicket, e racconta le rocambolesche avventure dei tre orfani Violet, Klaus e Sunny Baudelaire. Vi ricorderete sicuramente un fortunatissimo film del 2004 con Jim Carrey nei panni del conte Olaf, Meryl Streep nella parte di zia Josephine e Jude Law nel ruolo di Lemony Snicket. Bene, la serie tv ripercorre quanto già visto nel film e giunge alla conclusione della vicenda, dando un senso più ampio a tutto. 


Ambientazione stravagante, di epoca indefinita, sicuramente non moderna, personaggi allucinanti, avventure paradossali, risate a non finire. Datemi retta, una commedia (una farsa sotto certi punti di vista) che vi terrà ottima compagnia.


You - 1 stagione (per ora) da 10 episodi 
Joe, manager di una libreria di New York, si innamora di una giovane donna di nome Beck, una sua cliente. Il suo amore, però, si rivela una vera e propria ossessione, tanto da trasformare Joe in un violento maniaco. 

Ispirata al romanzo "Tu" di Caroline Kepnes, la serie tv racconta dal punto di vista del protagonista, in prima persona, l'evolversi di una pericolosissima ossessione amorosa. 

Lui lo ricorderete nei panni del romantico e imbranato Dan Humphrey di Gossip Girl, diciamo che il tipo gli si addice, anche in questa serie. Amante dei libri, lavora in libreria, restaura libri antichi, si direbbe un'anima sensibile. E invece nasconde un cuore nero, passioni torbide, un passato oscuro e tormentato e... Niente, se no vi rivelo il finale. Però, un bel prodotto, carico di suspense. Attendo con ansia il seguito.


Travelers - 3 stagioni ( le prime due da 12 episodi, l'ultima da 10)
In un futuro post apocalittico, migliaia di agenti speciali hanno il compito di impedire il collasso della società. Questi agenti operativi, conosciuti come viaggiatori, hanno inviato le loro coscienze indietro nel tempo e trasferite nel corpo di individui del presente sul punto di morire, per minimizzare l'impatto inaspettato sulla linea temporale. Il trasferimento richiede la posizione esatta del bersaglio, resa possibile dagli smartphone e dai GPS del XXI secolo. Preparati utilizzando i social media e documenti pubblici relativi ai loro obiettivi, ogni viaggiatore deve mantenere la vita preesistente dell'ospite come copertura per il resto della sua esistenza, mentre svolge missioni in gruppi di cinque. Queste missioni sono dettate dal Direttore, un'intelligenza artificiale del futuro che monitora la cronologia, volta a salvare il mondo da una serie di eventi catastrofici.

Io amo le ambientazioni distopiche e post-apocalittiche, e l'idea di base di questa serie tv l'ho trovata geniale. Certo, non dovremmo aver bisogno di viaggiatori venuti dal futuro per capire che con l'inquinamento, le guerre, la sovrappopolazione, eccetera, stiamo mandando a rotoli la vivibilità del nostro pianeta, ma se qualcuno, col senno di poi, potesse tornare indietro e impedire le peggiori catastrofi? Gli episodi sono disseminati di allusioni a un futuro in cui il paesaggio è diventato una desolata landa di ghiaccio, gli animali sono per lo più estinti e i pochi esseri umani scampati all'estinzione sono diventati vegani. Un futuro in cui le persone vengono chiamate per numero, in cui alcuni volontari vengono addestrati per diventare viaggiatori e, in nome della MISSIONE, devono riadattarsi dentro un corpo e una vita che non sono le loro, con tutti i pro e i contro della nostra epoca. Non mancheranno colpi di scena, fazioni che tradiscono, ostracismo da parte dei servizi speciali americani. C'è molto da ridere e molto su cui riflettere. 


The Haunting of Hill House - 1 stagione da 10 episodi
Scordatevi il romanzo di Shirley Jackson e il film "Presenze" del 1999. Hill House è la casa che una famiglia decide di comprare e ristrutturare nel corso di un'estate per poi rivenderla. Quello che non sanno, ovviamente, è che Hill House è infestata dai fantasmi.

Tralasciando le connotazioni horror che possono piacere o meno, la mini serie alterna presente e passato raccontando i complicati rapporti familiari, e le cicatrici di quell'estate inquietante, segnata dalle visioni e dalla morte, che ognuno si porta appresso, giungendo a un finale in cui, alludendo in maniera sottile e magistrale a una concezione non lineare del tempo, si svelano le verità terribili sulla casa e sui fantasmi che la infestano. Un horror che spaventa senza orchestrare complicate scenografie, con il ritmo narrativo e la suspense dosate al meglio. 





FILM
 Nick e Amy Dunne sono giovani e brillanti; una coppia apparentemente invidiabile. In realtà, i due mal si adattano alla vita della cittadina di provincia, dove sono stati costretti a trasferirsi a causa della malattia della madre di Nick e dopo aver perso il lavoro e la casa di New York. Soprattutto Amy, piuttosto viziata e capricciosa, fatica ad abituarsi alle ristrettezze economiche e alla mancanza degli agi cui era abituata. Poi, nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio, Amy scompare. Per Nick inizia l'incubo dei sospetti come primo indiziato: è privo di alibi e tutte le prove sembrano indicare lui come possibile assassino della moglie. Nick nega tutto e, per difendersi, avvia un'indagine parallela per scoprire cosa sia successo in realtà...

In questo film, tratto dal romanzo "L'amore bugiardo" di Gillian Flynn (il libro è tra quelli che leggerò a febbraio), la verità non è quella che sembra, almeno all'inizio. Mentre la polizia, i vicini e il paese intero che guarda le dirette tv e gli show in prima serata, puntano il dito contro Nick, si svelano a poco a poco le carte in tavola. Quello che all'inizio sembra un banale delitto passionale, diventa un angosciante vortice di false piste, menzogne, sospetti e tradimenti. Devo ammettere che da tempo non vedevo un film che indaga così a fondo un rapporto di coppia perverso e ambiguo, ai limiti del surreale; il finale lascia a bocca aperta per quanto smaschera l'ipocrisia insita nel matrimonio di facciata, e nei sorrisi di circostanza davanti a un pubblico che applaude. 


Bird Box, tratto dall'omonimo romanzo di Josh Malerman, è un horror fantascientifico che vede Sandra Bullock, nei panni di Malorie, lottare contro un'invasione aliena. La donna, madre di due bambini, farà di tutto per mettere in salvo i propri figli dalle sinistre creature extraterrestri, che tramite il contatto visivo causano una furia violenta negli esseri umani, portandoli alla pazzia. Con gli occhi bendati, la famiglia dovrà imbarcarsi in un viaggio di sopravvivenza per non soccombere alla minaccia.
Lo so, lo so, diciamo sempre di averne abbastanza dei survival horror e invece continuiamo a guardarli ogni volta che escono. Questo non fa eccezione per me, più che altro ero curiosa di capire cosa c'era di nuovo in giro e poi Sandra Bullock è un'attrice che adoro. 

Andando oltre al fatto nudo e crudo dell'apocalisse aliena che spinge le persone a suicidarsi, anche se effettivamente il film non approfondisce il come e il perché, l'aspetto che ho preferito del film è stato il percorso di crescita di una donna che, se prima dell'apocalisse era titubante su come gestire una gravidanza indesiderata, si ritrova a dover crescere due bambini in un mondo più che mai ostile. Dai modi un po' bruschi in nome della lotta per la sopravvivenza, traspare comunque una protagonista coraggiosa, che solo alla fine, una volta in salvo, si sbottonerà un po' quella armatura per dare di sé l'immagine della madre amorevole.